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Il mio amico a quattro zampe

E’ bianco macchiato di marroncino, da questo il soprannome “cretino marroncino”, poco più grande di un gatto ma non fa le fusa, rogna. Le sue orecchie sono sempre dritte e spesso fa la testa a missile (quando tira indietro le orecchie e aumenta l’aerodinamica del muso), se gli tocchi le zampe automaticamente fa vedere i denti ma non morde, di solito. Ha le zampe anteriori muscolose mentre quelle dietro sono rachitiche, e la sua postura è rigida perchè non sta mai tranquillo. Mi diverto a fargli molti dispetti(simpatici) al mio amico a quattro zampe perchè lui si fa fare di tutto. Gli voglio molto bene al mio amico a quattro zampe. Quando però giochiamo con la pallina, il mio amico a quattro zampe si trasforma in una belva bavosa, assetata di sangue, ma alla fine è tutta scena. Quando dorme nella cuccia, il mio amico a quattro zampe assume delle posizioni che solo lui sa, gli piace il cuscinone nella cesta di capodanno. E’ un cane il mio amico a quattro zampe, si chiama Jack, però lui è convinto di chiamarsi in qualsiasi modo, per esempio: l’altro giorno, mentre eravamo in giro, un signore dietro di me ha detto – Andiamo Ambrogio – Prontamente il mio amico a quattro zampe si è voltato, credendo di chiamarsi Ambrogio. Se gli dico “seduto”, si siede il mio amico a quattro zampe, se gli dico “terra” si sdraia, se gli chiedo la zampa me la da e se gli dico di saltare lui salta e io lo prendo al volo. Gli piace moltissimo al mio amico a quattro zampe. E’ cieco il mio amico a quattro zampe, non ha gli occhi perchè un glaucoma glie li ha portati via; la sua vita però è normale e non gli manca niente al mio amico a quattro zampe perchè ci sarò sempre per lui.

Un piccolo pensiero per il mio “amico a quattro zampe” che il 20 giugno ha compiuto nove anni. Un amico del quale non posso fare a meno. 

 
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Pubblicato da su giugno 24, 2011 in Uncategorized

 

Perseverare.

Nascere,vivere e morire. Questo è il compito per cui la divina scienza ci ha creato.Non è tanto il nascere, del quale le fatiche non dobbiamo sopportare noi ma le nostre madri, nemmeno il morire, anche se c’è qualche variante in più, ma fondamentalmente andiamo in pace quindi nemmeno in quel frangente dobbiamo faticare. VIVERE. La fatica più grande, l’atto unico senza possibilità di prove dove il copione lo scriviamo noi, la parte centrale di tre tappe dove le estremità fanno parte del corredo mentre nel mezzo c’è l’essenza. Ci siamo noi.

Quando la vita ti rema contro, quando nulla va come vuoi tu, quando non ne combini una giusta la vita ti sembra ingiusta. Un anno di corsi serali buttati al vento, cinque anni di relazione e seguente convivenza finiti così, all’improvviso, tre infernali anni in un ambiente lavorativo che ti logora e fra tutto questo ci sta la maturazione interiore, che ti fa capire gli sbagli che hai fatto, il tempo che hai perso e non puoi più recuperare, la serenità che non riesci a raggiungere.
Si dice beata ignoranza perchè quando cominci a capire, è lì che fa male, è li che cominci a rimpiangere di non essere stato un’altra persona. Allora è da lì che decidi di ricominciare, non di finire.
Bisogna cadere per potersi rialzare, senza problemi da affrontare la vita non sarebbe vita.

 
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Pubblicato da su giugno 21, 2011 in Uncategorized

 

Avete mi allattato un pipistrello?

E’ un classico, alla fine sto cominciando a pensare di essere come il “dottor dulittle”.
Ma poi perchè succede sempre di domenica o a notte fonda? Quando non trovi un veterinario nemmeno a pagare? Ah si, scusate, dimenticavo il soggetto di questo mio intervento.
Un annetto fa, circa, ero in giro con un mio amico per il centro del comasco, sera d’estate calda che prometteva tanto divertimento, quando con la coda dell’occhio scorgo un battito d’ali per terra, pensai ad una foglia sospinta dalla leggera brezza, tipica dei paesi di mare che quella sera ci faceva onore della sua presenza, ma la coda del mio occhio che quella sera proprio non voleva farsi gli affari suoi mi richiamò avendo di nuovo intravisto qualcosa di strano. Decisi così di concentrare tutta la mia attenzione su quella foglia che continuava a muoversi. Con mia grande sorpresa, avvicinatomi notai che quella piccola foglia nera non era tale.
Quella foglia era un pipistrello che era caduto per terra e non riusciva più a riprendere il volo, essendo ancora piccolino, dopo tre tentativi falliti di ridarlo al cielo capii che dovevo prendermene cura io. Corsi così dal veterinario di turno il quale mi guardò perplesso e disse che non ne sapeva nulla e non poteva aiutarmi… vabbè.
Trovata una scatoletta, la utilizzai per lasciare tranquillo al buio il piccolo batman, successivamente soprannominato pippi.
Il giorno seguente chiamai il mio ornitologo privato, praticamente un’enciclopedia vivente (visto che spesso mi ritrovo in queste avventure, gli avrò chiesto informazioni su una miriade di specie di volatili e non, senza mai sentirmi dire non ne so nulla.) Da sue istruzioni e con mia grande sorpresa come prima cosa dovevo allattarlo (se ci pensate bene è un topo con le ali, un mamifero. Cosa c’è di strano.) Il resto non sarebbe stato piacevole ma procediamo un passo alla volta.
L’allattamento non fù così difficile, succhiava voracemente la siringa che gli davo, il latte rigorosamente intero gli piaceva. Ma arrivò aimè la parte un pò schifosa, dovevo prendere le camole della farina, quei vermetti che vengono usati per la pesca; dopo avegli staccato la testa dovevo porgerlo al pargolo, che se lo succhiava come un vampiro assetato di sangue e io pensavo che il mio unico vantaggio su di lui era di essere esponenzialmente più grande.
La cura del piccolo pippi durò all’incirca due settimane ma non filò proprio tutto liscio come sembra.
Una sera, tornato a casa dalla mia mondanità, diedi una controllata alla scatola contenente il piccolo vampiro per accertarmi che stesse bene. Non c’era. E adesso?
Cercai per tutta casa senza successo. Era letteralmente scomparso, così visto che a quanto pare sapeva volare lasciai le finestre aperte sperando che non finisse per terra in casa altrimenti il mio cane se lo sarebbe pappato ben volentieri ma la mattina seguente con grande sorpresa e molta allegria lo trovai appeso ad una tenda.
Decisi così che per pippi era arrivato il momento di lasciare il mio grembo e spiccare il volo, lo portai in un luogo dove i pipistrelli erano di casa e al primo tentativo spiccò il volo.
Ammetto che forse una lacrimuccia stava per scendere, avevo fatto un lavoro discreto ed ero orgoglioso di me stesso, anche se dopo aver fatto da ostetrico all’uovo di una cocorita che non riusciva a schiudersi niente mi spaventava più.

Vi lascio quì sotto qualche prova di questa strana storia.

 
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Pubblicato da su maggio 19, 2011 in Uncategorized

 

Se non hai un iphone

Ormai è palese “se non hai un iphone”… sei indegno di vivere, non puoi accedere all’app store, quindi non sei cool perchè non hai l’app all’ultima moda, non hai game center, quindi non puoi avere amici perchè sei uno straccione.

Se non hai un iphone, beh… forse è meglio.

ps.

io ho un iphone, ma sono tagliato fuori lo stesso perchè è un modello vecchio.
E se non avessi avuto un iphone? beh ora avrei 570 euro in più.

 
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Pubblicato da su maggio 18, 2011 in Uncategorized

 

La tua vita viene prima della TV

Una musica sdolcinata accompagnata da belle parole, parole che richiamano libertà, attori dalla faccia seria, quasi saggia. Manca soltanto la striscia verde in sovra impressione con scritto “pubblicità progresso” e potrebbe essere la pubblicità che ci esorta ad uscire di casa e fare le cose che ci sembrano più insignificanti invece di stare seduti su di un divano intenti ad osservare ormai non più il tubo catodico ma il frutto di satelliti che galleggiano sulle nostre teste. Ma no.
Quello che questa pubblicità vuole è convincerci ad acquistare sky, così da avere più tempo per noi stessi, per non dover stare più dietro agli orari impossibili della messa in onda di programmi e vedere così i films, documentari, sport e altro “quando vogliamo noi” come dicono loro.
Ma siamo sicuri che sia un vantaggio?

 
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Pubblicato da su maggio 18, 2011 in Uncategorized

 

Tra finzione e realtà

Chuck!

Non è il “chuck si gira” che gridano i registi ma un bellissimo action-commedy statunitense che a mio parere alleggerisce le giornate pesanti.

Molti sicuramente lo conosceranno o ne avranno sentito parlare ma per quelli che non hanno la più pallida idea di cosa si tratti vi spiego in breve la trama:
Chuck Bartowski è un ragazzo di Burbank, in California, dove lavora come esperto di computer nel negozio di elettronica Buy More, insieme al suo migliore amico Morgan Grimes. Vive con la sorella Ellie e il cognato Devon “Capitan Fenomeno” Woodcomb, entrambi medici, che non perdono occasione per incoraggiare Chuck sia nella vita professionale che sentimentale.
All’inizio della prima stagione Chuck riceve una mail da Bryce Larkin, suo compagno all’Università di Stanford, che ora si rivela quindi agente della CIA. Quando apre la mail, l’intero database governativo contenente segreti militari, un supercomputer neurale chiamato Intersect, si installa nel suo cervello. Sia la sicurezza nazionale che la Cia inviano degli agenti, rispettivamente il maggiore John Casey e l’agente Sarah Walker, per recuperare i dati. Dal momento che le informazioni inviategli da Bryce sono state distrutte dal loro database originario, e poiché attraverso dei “flash” il database nel suo cervello si attiva automaticamente alla vista di volti, voci, parole chiave contenuti nei fascicoli segreti, Chuck è costretto ad aiutare il governo utilizzando le proprie conoscenze. Al fine di preservare la sua sicurezza, Chuck deve mantenere la sua occupazione al Buy More e tenere il tutto segreto sia alla sua famiglia che agli amici. Gli agenti Casey e Walker rimangono accanto a Chuck, con la copertura rispettivamente di collega al Buy More e fidanzata.Ok penso possa bastare il resto bisogna guardarlo perchè raccontato non rende l’idea.

Questo action-commedy ha illuminato le mie nottate più buie; ricordo che quando lo davano in seconda serata su italia 1 anche dopo una pesantissima giornata di lavoro avevo gli occhi a palla di fronte al televisore in attesa che iniziasse, credo sia uno dei pochi telefilm che unisce commedia, azione e romanticismo senza scene eccessivamente violente oppure osè, rendendolo leggero e piacevole da guardare; è bello che ci siano ancora dei telefilm così “soft” dato che ormai la maggiorparte dispensano violenza, sesso, droga, morte e assoluta mancanza di principi morali.

Ops, sto andando un po fuori tema, scusate.
Fino all’anno scorso, ignoravo l’esistenza di siti dove è possibile guardare film o telefilm in streaming, anzi ignoravo proprio l’esistenza dello streaming; un bel giorno però, casualmente facendo delle ricerche su Chuck in internet mi sono imbattuto su questa strana parola della quale ho successivamente googlato il significato: flusso di dati audio/video trasmessi da una sorgente a una o più destinazioni tramite una rete telematica. Questi dati vengono riprodotti man mano che arrivano a destinazione. Aiuto!

Quindi superato lo scoglio del significato ho scoperto questo sito del quale ora non ricordo l’indirizzo -come al solito la mia memoria fa cilecca e a me fa davvero tanto schifo scrivermi le cose- comunque, su questo sito erano racchiusi dalla A alla Z tutti i telefilm dell’universo mondiale e forse anche di qualche galassia vicina, insomma avrei potuto arrivare a novant’anni ed essere arrivato solo alla lettera M.

Dove voglio arrivare? Ora ve lo spiego.

Alla lettera C guarda caso oltre ad un’altra miriade di telefilm c’era il mio caro Chuck e fui felice di scoprire che c’erano già disponibili tutte e tre le serie, la prima e la seconda in italiano e la terza sottotitolata, ah un altro piccolo particolare, ero a casa in malattia per tutta la settimana, così dopo una bella sfregata di mani ho attaccato il portatile all’alimentatore della corrente e…

Ok, giuro che l’ho fatto veramente, ci ho messo in totale 23 ore (perchè almeno un po di sonno e qualche pausa pipì dovevo pur farle) mi sono guardato tutte e tre le serie una dopo l’altra e mi sono preso del deficente dalla mia ex fidanzata, ma se ci pensate c’è chi ha scalato il k2 o chi ha raggiunto centinaia di metri di profondità in apnea, chi ha battuto il record di mangiatori di salsicce, io nel mio piccolo ho solo sperimentato gli effetti che 21 ore filate di visione di un telefilm hanno sul cervello umano, che posso dirvi se non “DON’T TRY THIS AT HOME” visto che per qualche giorno ho perso la cognizione della realtà e credevo di vivere nel telefilm, se avessi incontrato Adam Baldwin o Joshua Gomez o altri appartenenti al cast avrei potuto recitare la mia parte alla perfezione visto che mi ero perfettamente immedesimato in chuck.

Dopo un’esperienza tanto elettrizzante quanto autodistruttiva ho imparato la lezione e la quarta stagione l’ho vista a piccoli passi; ora mi è giunta la notizia di una quinta stagione che comincerà in autunno, vi lascio imaginare la mia euforia.
Comunque vi esorto a guardare chuck, gli episodi li trovate in streaming, basta googlare “chuck streaming” e saranno tutti vostri, così più siamo a guardarlo e meglio è.

 
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Pubblicato da su maggio 16, 2011 in Uncategorized